
ReVolution
29 ottobre 2009Work: new site
29 ottobre 2009Abbiamo appena pubblicato il nuovo sito, ancora in lavorazione, ma già a buon punto.
Stay tuned
La narrazione
13 ottobre 2009Ave Maria
24 settembre 2009Un pensiero
3 agosto 2009L’ uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo.
F.Nietzsche
La ricostruzione della torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio
9 luglio 2009Ho appena scoperto che il Comune di Santo Stefano di Sessanio ha aperto un conto corrente per la raccolta di fondi utili alla ricostruzione della torre Medicea, crollata in conseguenza del terremoto del 6 aprile.
Questi gli estremi del conto:
Intestazione: Comune S. Stefano di Sessanio (AQ)
Causale: Ricostruzione Torre
IBAN: IT35G060401540000000015578
Exploro Ergo Sum
7 luglio 2009Andate e vivetela tutta, anche per chi non potrà mai fare nulla di simile.
Continuità
8 giugno 2009Riflettere sul senso di una continuità sempre invocata ma sempre interrotta…
Transumanza
28 aprile 2009La prima volta che sono stato a Santo Stefano di Sessanio è stato in una giornata di sole, di giallo e di nero.
C’era un sole cocente, quel giorno di agosto.
Mi aveva portato lì una strada inattesa, una decisione di due giorni prima. Prendere e andare. Partire senza una mèta. C’era un nome che da anni mi si era fissato nella mente: Rocca Calascio. Un borgo abbandonato, e poi ripopolato da una famiglia di romani. Un nome che per tanti anni andavo semplicemente a controllare ogni tanto sull’atlante del Touring, volume Centro Italia. Un punto, un nome sperso in una macchia senza strade, solo una, spersa, che saliva fino a lì. È stato naturale, per il mio primo viaggio da solo, dirigermi lì: avevo scoperto che esisteva ancora quella famiglia di romani, esisteva il loro rifugio della Rocca. Arrivare, e scoprire quel posto è stato illuminante.
Il secondo giorno, quel giorno di sole di giallo e di nero. Dietro la Rocca, un sentiero si allunga ancora per poco in piano, per poi gettarsi in una picchiata di sassi e sterpi, solleticando il fianco di una collina. Un sentiero della transumanza. Sentirsi gregge senza pastore, pecora senza gregge. Sentirsi bestia nella natura. E giunto ai piedi della collina ti accorgi che puoi ancora scendere, seguendo una nuova strada: prosegue là, verso quel borgo. Vedi solo una torre, poche case che la abbracciano. Il sentiere scende, striscia grigia tra gialli sterpi. I pochi rimasti gialli, perché quel giallo bruciato dal sole, nell’agosto del 2007, era stato divorato dal nero delle fiamme. Un nero cenere che aveva accompagnato la salita verso Calascio, poco dopo aver lasciato Popoli, e poi salendo, dietro San Pio delle Camere.
Sono giunto a piedi, a Santo Stefano di Sessanio. La libertà. Girare per le vie strette che si inerpicano verso la Torre Medicea, osservare i volti, le case, ascoltare le parole delle persone. Comprare due bottiglie di acqua, perché ero partito senza borraccia, e sapevo che ritornare alla rocca sarebbe stato più duro.
Il lago, e poco discosta, la chiesa. L’altare, sotto gli alberi.
Ricordo la risalita: avevo deciso di cambiare strada, di non fare più il sentiero dell’andata. Presa una strada che portava muta a dei campi coltivati, e giunto alla sua fine, ho cominciato a risalire la collina. Gialla e scabra, sterpi pungenti contro i polpacci. Pochi passi e poi fermarsi, non vedere la mèta. Temere di non farcela, ma godere nell’essere lì, nel posto più bello del mondo.
Sopra di me, un cielo indelebile.
Il riposo delle anime salve
28 aprile 2009quali sono le anime salve?
cosa sono le anime salve?
è solo un’associazione di parole particolarmente azzeccata?
forse sono coloro che riescono a dare una coincidenza precisa tra la loro evoluzione interiore e la vita esteriore.
in qualche modo si realizzano: danno realtà – esterna, materiale, percepibile – ai moti e alle inclinazioni della loro anima.
le anime salve riposano quindi, dòme nei loro ardori più estremi.
tuttavia non sono statiche, o sclerotiche.
sono attive, ottengono senza volere, e forse proprio non volendo raggiungono l’obiettivo.
Architettura dell’Informazione: appello per una disciplina che vorrei
23 aprile 2009Beh, non è che abbia la presunzione di fondare qualcosa che già c’è e la cui comunità è anche alquanto attiva:
The Information Architecture Institute
InformationArchitecture.it
InfoDesign
Luca Rosati
Boxes&Arrows
Steve Krug
Trovabile.org
Informationarchitects
Si tratta più che altro di una riflessione, su quello che vorrei trovare all’interno di questa disciplina, appena avessi il tempo di approfondirla.
In primo luogo deve trattarsi di una disciplina complessa e onnivora: deve aumentare il proprio apparato teorico, andando a raccogliere a piene mani nei campi di tutte quelle discipline che in un modo o nell’altro possono anche solo marginalmente dare il loro apporto.
Psicologia cognitiva, teorie della percezione, logica, retorica, semiotica. Approcci e impianti teorici, contributi e verifiche empiriche: usabilità, eye tracking. Linguistica, sintassi, semantica.
Bidirezionale: una disciplina utile e potente nel momento dell’analisi, ma anche in grado di tracciare delle linee guida in sede progettuale. Devono potersi stabilire delle regole, dei principi che se rispettati nel progetto, permettano una migliore comunicazione dell’informazione.
Assolutamente multi applicativa: il web è solo il campo su cui al momento sembra concentrarsi la maggior parte delle riflessioni, forse per la sua natura mutevole, flessibile, facilmente modificabile. Costantemente a caccia di variabilità, di innovazioni. Ma è laddove le modifiche sono più difficili, se non impossibili che l’architettura dell’informazione trova la sua più proficua e necessaria applicazione: sulla carta, nell’organizzazione degli spazi umani, nella gestione delle merci. Nell’urbanistica e nella Architettura.
Disciplina che si apparenta in modi differenti, ora più stretti, ora meno con l’information design e l’information graphic. Laddove queste due ultime sono una riflessione sul linguaggio visivo adatto all’espressione di determinate informazioni, la prima si fa più organizzazione dei contenuti. Una disciplina atta a creare una intelaiatura sottostante ad un trattamento di superficie generato da una riflessione sull information design-graphic.
Il dialogo è aperto.
«Il G8 di luglio lo terremo a L’Aquila»
23 aprile 2009«Il G8 di luglio lo terremo a L’Aquila» Via libera da Usa e Gran Bretagna – Corriere della Sera .
MI sorge una semplice, spontanea domanda: ma se semplicemente spostando il G8 a L’Aquila fa risparmiare tutti quei soldi, quanto diamine costa organizzare il G8?
Lo so, domanda populista, ma lecita, spero.
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