Archivi per la categoria ‘Viaggio’

Morto a Parigi Claude Lévi-Strauss

martedì, 3 novembre 2009

Morto a Parigi Claude Lévi-Strauss – Repubblica.it.

Ecco chi era

Colori autunno

lunedì, 2 novembre 2009

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Exploro Ergo Sum

martedì, 7 luglio 2009

Andate e vivetela tutta, anche per chi non potrà mai fare nulla di simile.

Exploro Ergo Sum .

Rocca Calascio 2008

martedì, 9 settembre 2008

In viaggio

lunedì, 11 agosto 2008

due cuori uniti

Sant’Antimo, 2008

mercoledì, 21 maggio 2008

Umbria 2008

mercoledì, 21 maggio 2008

Scoprire

mercoledì, 13 febbraio 2008

Oggi ho scoperto come si chiama il velo dei Tuareg
Tagelmust – Wikipedia

Campo Imperatore

sabato, 19 gennaio 2008

…e forse quest’inverno non vedrò Campo Imperatore innevato…

In giro per il mondo da 23 anni

lunedì, 1 ottobre 2007

Worldrecordtour
Toyota, LandCruiser, Emil Schmid, Liliana Schmid

Quale la vera Italia?

giovedì, 13 settembre 2007

Abito in un città del nordest, quasi 40.000 abitanti. Tanto terziario, un po’ di industria, ma non troppa, per non sottrarre terra preziosa alla vite. In collina i filari si susseguono ordinati.
Le strade che la collegano al resto della provincia sono sempre asfaltate di fresco, le strisce ridipinte, i paracarri sostituiti se divelti. Le case fatiscenti, ormai, sono un ricordo. Ne rimaneva ancora qualcuna, curiosamente in centro. Ora sono palazzi signorili, in vendita a cifre non comuni.

Da trent’anni circa questo è il mio paesaggio, il mio quotidiano.
Credevo che questa fosse, con differenze tutto sommato trascurabili, una situazione comune, diffusa in tutta Italia.
Pensavo insomma di vivere in un luogo rappresentativo, per una buona percentuale, dell’Italia nel suo complesso.

Invece.
Comincio a sospettare – le ultime trasferte mi hanno instillato il dubbio – che la vera Italia sia un’altra.
Che non sia fatta – per la maggior parte – di città grandi, concentrazioni urbane stese disordinatamente su un territorio, che non è più tale, non territorio ma distesa di cemento.
Non sia questa.
Sia fatta piuttosto di quei piccoli paesi che si vedono un poco discosti, ai lati delle autostrade: lontani e irraggiungibili, perché distanti dalla prossima uscita.
Quei paesi che vedi arroccati su colline brulle, o bruciate. Paesi fatti di case che si stringono una addosso all’altra, quasi fossero le pecore di un gregge che si riparano dal freddo.
Paesi che per raggiungerli percorri strade nascoste tra le sterpaglie, fatte di dossi e buche, di curve e di stese differenti di asfalti.
Dove vive la maggior parte degli Italiani? Qual è il suo quotidiano?
Pordenone o Arquata del Tronto? Milano o Acquasparta? Napoli o Santo Stefano di Sessanio? Peschiera del Garda o San Pio delle Camere?

giovedì, 13 settembre 2007

Campo Imperatore, agosto 2007

mercoledì, 12 settembre 2007

this summer

martedì, 11 settembre 2007

Campo Imperatore, agosto 2007

L’inizio del viaggio

lunedì, 27 agosto 2007

L’inizio di ogni viaggio è assecondare un disequilibrio nella creazione di un movimento, alla ricerca, forse, di un possibile equilibrio.
Forse per questo era necesario partire, viaggiare da solo. Era necessario seguire il movimento del mio disequilibrio, assecondarlo nelle sue direzioni, nei suoi capricci. Inutile costringere altre persone a percorrere questi sentieri tortuosi.
Senza per nulla nascondere che viaggiare da soli è un piacere immenso, alle volte. Dona una sensazione di libertà palpabile, carnale quasi.

Mi ero genericamente fissato come meta il centro Italia. Umbria e Toscana.
Poi, il giorno prima della partenza, mi sono ricordato di un posto, sul quale avevo anche di recente fatto una piccola ricerca: Rocca Calascio.
Rocca Calascio, un abitato abbandonato negli anni ’50, e dal 1994 luogo di vita di una famiglia romana.
Oggi c’è un rifugio, un ristorante, una piccola struttura ricettiva: Il Rifugio della Rocca.
Si tratta del borgo più elevato dell’Appennino, nonché del castello medioevale più elevato in Italia, uno dei più alti d’Europa.
Il viaggio per arrivarci è stato prima un veloce trasferimento autostradale lungo l’Adriatica, poi lungo l’A25, fino all’uscita di Bussi sul Tirino. Da qui verso Popoli, poi Navelli – rinomata per lo zafferano – e poi lungo una strada di buono scorrimento fino a San Pio delle Camere.
In questo abitato, il dorso dell’Appennino che già da qualche chilometro seguiva la strada, poco discosto sulla destra, diventa erta schiena da scalare.
Ripidi strappi, ampi tornanti disegnati in una vegetazione che doveva essere brulla, ora è solo bruciata.
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E su fino a Calascio. L’ultimo bivio del paese indica, a sinistra l’abitato di Rocca Calascio. Ancora tre chilometri di tornanti, in parte sterrati. Fino ad un piazzale bianco di polvere. Qui si abbandona la macchina, a piedi ci si inoltra appena nel borgo. Pietra, solo pietra e un po’ di legno, qualche albero o qualche arbusto dentro le case dal tetto crollato.

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La Rocca ancora non la vedi, intuisci solo che ogni strada porta nella sua direzione. Percorso un sentiero in salita, si apre di colpo la vetta, si presenta inattesa la Rocca: guarda in faccia la valle sottostante, si sporge vegliarda a dominarla. Centro di un mondo, di un cerchio disegnato a partire da quello sperone di roccia.

-seguirà-