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considera la possibilità di una svolta

2 dicembre 2011
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Il metodo per il cambiamento

Per quanto possa essere scomodo ammetterlo, il cambiamento vero, profondo essenziale, necessita di una applicazione costante di energia. Mentale e fisica. Applicazione di volontà nel cambiare la propria condotta esistenziale. Direi che si rende necessario un esercizio quotidiano, ancor di più, momento per momento. Un esercizio di correzione della rotta, quando l’abitudine porterebbe sulle vecchie prassi, è l’esercizio della volontà che deve ricordare che il faro cui dirigere la rotta non è quello preconizzato dall’abitudine, ma quello che la ragione, l’istinto, la volontà hanno posto come nuova meta cui tendere.
Scomoda verità: verità difficile da mantenere a mente, da applicare, da rendere vera condotta quotidiana.
Si tratta di una riflessione personale, ma che credo possa trovare applicazione anche a livello universale.
Il più delle volte, collego questo tipo di ragionamento a quello che si osserva nei sistemi energetici in fisica, che per natura tendono sempre a livelli energetici più bassi. Elettroni che se non sollecitati si riportano a livelli energetici più bassi – più vivici al nucleo atomico -, oggetti che per perdere l’energia potenziale accumulata, cadono ineluttabilmente alla prima occasione verso il basso, assecondano la forza gravitazionale.
Uomini che senza un po’ di volontà ricadono nell’abitudine: uomini che al contrario con una costante applicazione di energia riescono a cambiare la propria vita.
Anche questo fa parte della strada per la rivoluzione interiore.

12 luglio 2011
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TEDGlobal2011: il programma

TEDGlobal2011: Program Guide.

Ted Global 2011, a Edimburgo fino al 15 luglio.

“What is life? And how can it be better lived? We invite you on a journey of tantalizing mystery and thrilling possibilities at TEDGlobal 2011. During four days, with 50-plus speakers and performers from all over the world, in the energizing city of Edinburgh, we will look at who we are, what we do, and how we relate to each other and to other living organisms. We will analyze the resources, technologies and skills that make life possible and keep it going — and the many things that make it interesting, enjoyable and worthwhile. We will explore themes that are basic to our humanity, and those that threaten it.”

6 luglio 2011
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Prosecco e Benzina

Beppe Severgnini, Via Twitter: “Cosa deve fare un Paese dove la benzina costa come il vino? Star fermo e ubriacarsi?”

Sarebbe un’idea: ubriacarsi, dato che non andando più in auto, non ci sarebbe il rischio vedersi ritirata la patente. Avremmo tuttavia un aggravio dei costi legati alla Sanità, per le spese sostenute in cure da patologie alcool derivate: epatiti, cirrosi, ma anche occhi neri, contusioni varie, derivate da incontri accidentali contro oggetti vari o mani chiuse a pugno di altri soggetti ebbri…
Con la mia spesa in carburante mensile, diciamo in media tra i 150 e i 180 €, avrei un buon budget da spendere in vino. Stavo giusto programmando un giro per il Trentino, proprio sulle strade del vino…Oppure in Friuli, per scoprire ogni angolo del Collio.
Sono mete anche vicine, serve tuttavia un minimo di gasolio per raggiungerle…
Quindi, ubriacature a chilometri zero, mi sembra di tornare ai tempi dell’università, a Trieste. L’osteria da Gino, in via Fabio Severo, sotto casa di amici. Lui divideva il vino – venduto rigorosamente alla spina, bisognava portarsi le bottiglie, spesso ahimè di plastica, da casa – in due categorie: il vino buono e quello “per sbronzar le mule”.
Tempi andati…

6 luglio 2011
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C’era una volta lo Shuttle

Ora che è sull’orlo della pensione, non posso non ricordare che quando ero bambino era un oggetto splendido e misterioso, un giocattolo che aveva un amico e che rappresentava il massimo della tecnologia, il non plus ultra dei sogni avventurosi che si facevano, guardando con gli occhi lucidi questo bianco velivolo con la pancia nera, tenuto un po’ in altro con la mano destra, poco davanti al viso, rigorosamente con il muso inclinato verso il cielo,  e con le labbra arrotondate da un soffio sottile e potente, il turbinare di quei motori a getto che erano in grado di portare in alto, oltre le stelle la fantasia di un bambino.

C’era una volta lo Shuttle – Wired.it.

3 luglio 2011
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Le bolle di ricerca: quello che internet ci nasconde

Una ventina di minuti da passare in stazione, l’ultimo numero del l’Internazionale da sfogliare. Mi colpisce l’articolo di copertina, Quello che internet ci nasconde. L’articolo originale è How the net traps us all in our own little bubbles | Technology | The Observer, l’autore è Eli Pariser.

Da quello che poi ho letto, questo giornalista è da qualche tempo che sta approfondendo l’argomento delle politiche di evoluzione dei motori di ricerca. Nel video lo vediamo in un suo TED speech.

In breve: l’articolo commenta ed approfondisce il fatto che i motori di ricerca stanno sempre più personalizzando i risultati delle ricerche effettuate dai navigatori sulla base del loro profilo. Un profilo che nasce e cresce click dopo click, grazie ai cookies e ai web beacon, file che sono pieni dei dati dei navigatori. Non solo: dati forniti volontariamente, tramite le iscrizioni a social network, a newsletter. Immagini, Conoscendo quindi le preferenze di un navigatore (siti precedentemente visualizzati, ricerche effettuate…) è possibile riuscire a fornirgli dei risultati di ricerca più appropriati, più facilmente utilizzabili da un profilo come il suo. Eli Pariser sostiene che con questo meccanismo però il navigatore viene rinchiuso in una bolla, in un ambiente edulcorato e fatto solo di quello che viene solonicamente considerato più appropriato. Non solo, e non tanto viene evidenziato il fenomeno delle pubblicità mirate sui profili di consumo, ma soprattutto sulle ricerche effettuate sui motori di ricerca. Uno strumento usato quotidianamente con la convinzione di poter raggiungere ogni notizia, anzi: tramite il quale potersi far raggiungere da ogni notizia. Prove alla mano, però, due persone con un profilo simile, per la medesima ricerca, hanno ottenuto risultati molto dissimili.
Fin qui, la notizia.
Cosa ne penso io? Per quello che vale, credo che la cosa più importante è che il fenomeno della personalizzazione sia chiaro alla luce del sole, ed accettato consapevolmente da chi utilizza internet. In primo luogo, dando per scontato che non riusciremo mai a sottrarci da una logica di bombardamento di proposte commerciali, preferisco ricevere proposte che possano interessarmi. Sta a me poi decidere cosa acquistare e cosa no.
Più complicato invece il tema della ricerca di informazioni, di notizie. Non si tratta di comperare qualcosa, ma di essere informati, possibilmente in modo neutro su quanto avviene nel mondo. Credo che ciascuno abbia la possibilità di giudicare in autonomia sui fatti del mondo, dopo essersi documentato a dovere.
Forse basterebbe poter spegnere il meccanismo di personalizzazione, poter decidere se va bene restare chiusi nella bolla oppure è meglio aprire un varco, per cercare di costruirsi una immagine più completa, magari più confusa per la molteplicità delle voci. Ma non predigerita da nessun tipo di algoritmo.

1 luglio 2011
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Spot Leroy Merlin

Uno dei pochi spot azzeccati che sto vedendo in questi tempi…Bello il concept, molto curato il copy, bella la musica di sottofondo. Seguiranno i credits

30 giugno 2011
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Corno inglese

ll vento che stasera suona attento –
ricorda un forte scotere di lame –
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l’orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D’alti Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell’ora che lenta s’annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.

Eugenio Montale, dagli immortali Ossi di seppia

30 giugno 2011
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Alhambra, Granada

Sul comodino, una guida dell’Alhambra in inglese, la cui lettura procede un po’ lentamente. In italiano, d’altro canto, non era disponibile nel bookshop in cui siamo stati…